03 gennaio, 2011

Pane al vin cotto (di Pierpaolo Pracca)

Ingredienti per quattro persone:
Pane di grano integrale biologico; vin cotto; sale marino integrale; cumino; zafferano; cannella.



PREPARAZIONE:
Prendere del vero pane rustico, fatto con farina completa e biologica, e spezzettarlo in piccoli pezzi; farlo pio bollire per circa mezz'ora in acqua con un pizzico di sale, vin cotto e semi aromatici tritati. Quando il pane si è disfatto e insaporito bene, aggiungere lo zafferano e una spolveratina di cannella. A piacere si può aggiungere un cucchiaino di miele.

Tortino di ortiche (di Pierpaolo Pracca)

INGREDIENTI per quattro persone:

1kg di foglie e cime tenere di ortica

5 uova
olio vergine di oliva
garum (salsa di pesci)
pepe

PREPARAZIONE:

Sbollentare le ortiche al vapore per pochissimi minuti, fino a che si afflosciano, e poi tagliuzzarle. Battere in una scodella delle uova intere (5 per ogni kg di ortica), amalgamare con gli altri ingredienti e versare in un coccio ben unto e infarinato; far cuocere a bagnomaria o in forno a calore moderato, poi insaporire di pepe e servire.

Zuppa di malva (di Pierpaolo Pracca)

Ingredienti per tre persone

Fiori di malva e foglie tenere di malva (150 g a persona)
cipolla
latte intero
burro
farina integrale
sale marini integrale
peperoncino
cannella.


Preparazione

Far appassire qualche cipolla affettata nel burro, unire i fiori e il latte.
Cuocere per 30 muniti, ispessire con uno o due cucchiai di farina, unire il sale e aromi.

Spaghetti e astice (di Amelia Terracciano)

Consigliato per la cena del 24 dicembre E capodanno da fare con l’aiuto delle altre donne gli uomini fuori dalla cucina... che il rito cominci fra vino bianco sorseggiato tra una faccenda e l’altra e a sparlare dei mille amorevoli difetti dei cacciati fuori.... e bimbi che corrono per tutta la casa...

Per 10 persone
• 8 o 10 grossi astici freschi vivi
• 1 kl pomodorini ciliegia o meglio del piennolo
• aglio 
• prezzemolo 
• 1 kl di spaghetti medio-grossi e di qualità
piccoli s’accollano
• peperoncino piccante 
• 1 bicchiere di vino bianco secco catalanesca
• sale grosso per acqua pasta
• Olio extravergine d’oliva il migliore…




Rito …sorry Procedimento: lavate accuratamente i crostacei ,se sono vivi e questa è la parte che mi piace meno infatti delego, calateli ed alzateli un paio di volte nell’acqua in ebollizione messa in precedenza sul fuoco in una pentola dai bordi alti,disponeteli mano mano su di un vassoio possibilmente in ceramica , una volta finito dividete gli astici a metà per la lunghezza sul lato del ventre è più delicato del dorso e fate prima cercando di far cadere il sugo che fuoriesce nel vassoio. In una ampia padella fate imbiondire tre spicchi d’aglio nell'olio, aggiungete gli astici e il sugo colato , fate insaporire per qualche minuto e sfumate col vino bianco sentirete uno sfrigolio chiudete gli occhi ed ispirate il vapore che si innalza caldo ed umido vi porterà dritti nel golfo di Napoli fra suadenti canti di sirene.Adesso un 'assaggio di vino fresco e secco e bianco per me non per la ricetta.hmmmm buono continuiamo… Aggiungete i pomodorini lavati e spezzettati quelli piccoli vanno bene ma quelli del piennolo del Vesuvio sono unici…quel leggero gusto dolceamarognolo leggermente appiccicoso è fatto per accoppiarsi amalgamarsi unirsi con la pasta e i crostacei ..mare e terra ….nettuno e venere il mare che lambisce col suo moto continuo la terra hem ….torniamo a noi…un piccolo accorgimento una manciata lasciatela intera e mettetela dopo aver rigirato gli astici danno colore sapore e bellezza al piatto , il peperoncino piccante se vi piace…ma senza che senso ha….dice una nota canzone, aggiustate di sale e fate cuocere a fuoco lento e con il coperchio, rigirateli con delicatezza all’inizio però s’insaporiscono meglio. Lessate gli spaghetti in abbondante acqua bollente e salata, scolateli al dente ed uniteli al sugo dopo aver tolto i crostacei , fate insaporire e servite in un capiente vassoio di ceramica ovale disponendo tutta la pasta al centro e gli astici intorno e sopra ...si ! una vera opera d’arte …aggiungendo per ogni piatto una metà di astice e del prezzemolo fresco spezzettato. se si è astemie far portare il vassoio alla donna più forte ed importante della famiglia ,le cuoche sono quelle che ridono di più senza motivo …la catalanesca scende che è un piacere e sale dopo un po direttamente alla testa e poi ridiscende lentamente nelle gambe ….ne basta davvero poco vulcanico vino… dolce secco e diabolico….e per il bene e la salvaguardia dei denti non dimenticate le pinze o lo schiaccianoci per ogni banchettante…le chele si mangiano con le mani….
che spettacolo incantevole gli schizzi i rumori..le mani grondanti di succo rosso…per me questa scena rappresenta il natale nel più vero senso del termine tutti insieme felici scomposti come tanti bambini di più dei bambini, il cibo profano agnostico , libero linguaggio universale … il rito sacro dell’unione della fraternità della gioia ,il cibo..la vita…l’amore…
Questa dovrebbe essere l’essenza delle feste per tutti …..astice o vongole che sia…. 
Auguri di cuore...♥
Vino consigliato: bianco secco tipo Greco di Tufo o meglio ancora Catalanesca del Vesuvio unico fresco di frigo e con spicchio di limone.

Risotto di ceci e cavolo (di Francesca Lagomarsini)

Ingredienti (4 persone)
500 gr di riso semi-integrale
Mezzo cavolo in foglia
Un barattolo di ceci lessati
Due cucchiai olio extra vergine
Una cipolla rossa
Un foglio di alghe Noori
Una manciatina di sale
Un dado vegetale biologico














Preparazione

Fare rosolare la cipolla con olio e quando pronta aggiungere il riso che deve tostare per due minuti. Da parte preparare il brodo vegetale che va aggiunto al riso un po’ alla volta. Insieme al brodo aggiungere prima il cavolo tagliato a fettine sottili e poi i ceci (la manciata di sale a piacere). 




Fare cuocere il tutto a fuoco moderato per circa venti minuti aggiungendo eventualmente un bicchiere di acqua calda. A fine cottura mantecare con burro (di soya), salsa di soya e cospargere con le alghe Noori tostate sulla griglia.






Buon Appetito!!!

28 dicembre, 2010

Finocchietti al salmone (di Marco Sabadin)

Uno dei miei divertimenti in  cucina è cercare abbinamenti nuovi, secondo me questo abbinamento è particolarmente riuscito con una ricetta molto semplice, ottima anche per natale.

Ingredienti:
Salmone affumicato
Mascarpone
Finocchio fresco
Olive disossate e condite

Lavate e tagliate il finocchio in maniera da ottenere delle barchette, io lascio l’erbetta del finocchio che da un gusto rustico al piatto ed è anche una guarnizione, nel frattempo prendete del salmone affumicato e sminuzzatelo con il robot da cucina, quando avrà raggiunto la consistenza di una pasta, aggiungete il mascarpone e abbassate i giri del robot al minimo in maniera da amalgamere il composto.
A questo punto prendete una sac à poche o due cucchiaini e mettete i fiocchi sopra le barchette di finocchio, guarnite con un oliva e il piatto è pronto.



24 dicembre, 2010

Baccalà (alla vicentina) della nonna Olghetta (di Marco Sabadin)





Ingredienti:


Baccalà bafgnato circa 1 kg
5 alici
capperi,
1 grossa cipolla
olio
latte
sale







Mia nonna, donna degli inizi del secolo scorso, paziente e premurosa, mai esagerata, mi ha lasciato in eredità anche questa squisita ricetta di baccalà alla vicentina che io, nipote ribelle ho dovuto modificare soprattutto per adeguarla ai tempi; ad esempio mia nonna legava a due a due i pezzi di baccalà in maniera da porzionarli direttamente in pentola, ma questo passaggio non lo ho eseguito, e nemmeno il tagliuzzare a mano tutti gli ingredienti del sughetto, che ho sminuzzato con il  mini pimer.








Prendere un bel pezzo di baccalà bagnato, deliscarlo per bene e tagliarlo in pezzi possibilmente tutti uguali, tagliate una grossa cipolla e mettetela a soffriggere piano piano con dell’olio extra vergine assieme alle alici e ai capperi. Quando si sarà consumato il preparato sminuzzatelo con il mini pimer. 




Nel frattempo avrete infarinato per bene tutti i pezzettoni di baccalà che andrete a coricare su una teglia da forno già oliata. Quando avrete coperto la teglia con uno strato di pesce, cospargetevi sopra il condimento e riponete un altro strato facendo attenzione a riporre i pezzettoni uno sopra l’altro, in maniera da porzionarli già in teglia. (qui mia nonna legava i pezzi uno sopra l’altro con  il “filo da imbastire” . 


Aggiungete tutto il condimento rimasto , un altro giro d’olio e mettete tutto in forno a 180 gradi per 40 minuti.


Versate sopra il latte in maniera da coprirlo per 3/4, abbassate il forno a 130 gradi e coprite con della stagnola (la nonna copriva con della carta oleata). 







Di tanto in tanto con un cucchiaio coprite le porzioni in maniera da tenerle morbide e lasciate “pippare” per altre due ore. 









Togliete il coperchio e, facendo attenzione a tenere sempre bagnata con il sugo di cottura la pietanza riducete un po’ il sughetto.
Con una bella polenta siete pronti ad andare in tavola, e buon appetito. 










Un bianco veronese potrebbe essere un abbinamento ideale: il soave secondo me è il vino adatto, ma se lo gustate con un verdicchio di Matelica fate comunque un’ottima scelta.


Le parti molli del baccalà e quelle piene di spine, io non le ho messe in pentola, così tutti i pezzi delle porzioni sono pulite dagli spini e senza parti che a qualcuno potrebbero dare fastidio,  le ho tenute da parte per poi fare il baccalà mantecato, ma questa è un’altra ricetta…….